MONTALE EUGENIO. Le occasioni. Torino, Giulio Einaudi Editore, 1939 (14 Ottobre).Edizione originale della seconda raccolta poetica di Montale in cui viene pubblicato pubblica tutto il composto dal 1928, data della seconda edizione aumentata degli «Ossi di seppia», al 1939, comprese le poesie edite in tiratura limitatissima nel 1932 come «La casa dei doganieri». L’opera è considerata tra le più significative produzioni liriche europee del Novecento, in cui ancora più forte è, rispetto agli “Ossi di seppia”, il ricorso all’analogismo, mediato soprattutto attraverso T. S. Eliot.
EUGENIO MONTALE Le occasioni Giulio Einaudi Editore Torino 1939EUGENIO MONTALE Le occasioni Giulio Einaudi Editore Torino 1939EUGENIO MONTALE Le occasioni Giulio Einaudi Editore Torino 1939EUGENIO MONTALE Le occasioni Giulio Einaudi Editore Torino 1939EUGENIO MONTALE Le occasioni Giulio Einaudi Editore Torino 1939EUGENIO MONTALE Le occasioni Giulio Einaudi Editore Torino 1939EUGENIO MONTALE Le occasioni Giulio Einaudi Editore Torino 1939EUGENIO MONTALE Le occasioni Giulio Einaudi Editore Torino 1939
EUGENIO MONTALE Le occasioni Giulio Einaudi Editore Torino 1939EUGENIO MONTALE Le occasioni Giulio Einaudi Editore Torino 1939
Marco De Paolis e Paolo Pezzino- Monte Sole Marzabotto
Il processo, la storia, i documenti
Viella Libreria Editrice-Roma
SINOSSI
La strage di Monte Sole – più conosciuta con il nome del comune dove è stato costruito il sacrario, Marzabotto – è l’eccidio più sanguinoso compiuto dai tedeschi in Italia durante l’occupazione nazista del nostro Paese. Tra il 28 settembre e il 5 ottobre del 1944, in un’operazione formalmente presentata come rastrellamento antipartigiano, vennero sterminate intere comunità situate nell’altopiano fra le Valli del Reno e del Setta: furono quasi 800 i civili uccisi, per lo più bambini, donne e anziani.
Insieme alla strage di Sant’Anna di Stazzema, quella di Monte Sole è diventata, agli inizi degli anni Duemila, il simbolo di una nuova e singolare stagione giudiziaria relativa agli eccidi nazifascisti compiuti in Italia tra il 1943 e il 1945 che, oltre a rappresentare una importante svolta nella metodologia e nella giurisprudenza, ha fornito preziosi materiali agli storici, consentendo l’acquisizione di documenti e testimonianze inedite.
Per quanto tardivo il processo per la strage – celebrato nel 2006 presso il Tribunale militare di La Spezia – ha permesso di individuare, processare e condannare decine di criminali di guerra sottrattisi per oltre sessant’anni alla giustizia.
INDICE
Paolo Pezzino, Monte Sole Marzabotto: il racconto di un massacro
Marco De Paolis, Monte Sole Marzabotto: l’indagine, il processo
Documenti
1. Copertina esterna del fascicolo REDER
2. Copertina interna del fascicolo REDER
3. Copertina del fascicolo n. 1937 Reg. Gen. rinvenuto nel 1994 a Palazzo Cesi (nel c.d. armadio della vergogna) sul caso di Marzabotto
4. Copertina del fascicolo del Proc. n. 373/96/ign della Procura militare di La Spezia sul caso di Marzabotto
5. Lettera della Procura Generale Militare presso la Corte Militare di Appello di trasmissione alla Procura militare di La Spezia del fascicolo relativo a Marzabotto rinvenuto nel 1994 a Palazzo Cesi
6. Richiesta PM di rinvio a giudizio nel Proc. n. 279/04/RNR relativo al caso di Marzabotto
7. Elenco generale delle dichiarazioni di testimoni e imputati nei processi Reder e di La Spezia sul caso di Marzabotto
AUTORI
Marco De Paolis ha diretto la Procura militare della Repubblica di La Spezia dal 2002 al 2008 e quella di Roma dal 2010 al 2018, istruendo oltre 500 procedimenti per crimini di guerra durante il secondo conflitto bellico mondiale. È stato pubblico ministero, tra gli altri, nei processi per le stragi nazifasciste di Sant’Anna di Stazzema, Civitella Val di Chiana, Monte Sole Marzabotto, Cefalonia. Attualmente dirige la Procura Generale Militare presso la Corte Militare di Appello.
Paolo Pezzino è stato professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Pisa e dal giugno 2018 è Presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri – Rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Ha collaborato come consulente tecnico d’ufficio con la Procura militare di La Spezia nelle indagini sulle stragi di civili in Italia nella seconda guerra mondiale. Ha diretto il progetto per un Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, 1943-1945 (2013-2016), promosso dall’Anpi e dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri.
Laure Margerand- I cinque profumi del nostro amore
Descrizione del libro di Laure Margerand-Osannato dal pubblico come una star, Pierre- Emmanuel è uno degli scrittori francesi più noti, sempre in testa alle classifiche. Ma ormai scrive come una macchina, e da tempo ha perso l’ispirazione e la stima della moglie. Quando Agathe lo lascia per un altro, Pierre vede crollare ogni certezza. Come riconquistare la donna che ama ricordandole tutte le emozioni vissute insieme? Nel pieno della crisi, finalmente ha un’illuminazione: scriverà un grande romanzo sul loro amore. Ma non un romanzo qualsiasi: dato che l’olfatto è il senso che più di ogni altro riesce a risvegliare i ricordi in modo immediato, Pierre incarica Gabriella, famoso “naso”, di creare una fragranza per ogni momento cruciale della storia con Agathe, per poi racchiuderla in un segnalibro. Il profumo del loro primo incontro, della passione, della vacanza a Cuba, della pelle del loro bambino. Però, per ritrovare il suo talento letterario ormai smarrito, Pierre ha bisogno di altro aiuto. Per questo contatta Charlotte, la migliore editor sulla piazza, chiedendole di assisterlo nella scrittura. Non può sapere che la giovane nasconde un segreto che la rende la persona meno adatta per quel compito: ha perso l’olfatto in seguito a un terribile trauma che ha distrutto la sua famiglia, e da allora conduce un’esistenza solitaria e appartata. Eppure la singolare proposta dello scrittore risveglia qualcosa in lei. Ma qualcuno che non riesce più a sentire gli odori e le emozioni può lavorare su un romanzo olfattivo? E se fosse proprio quello di cui ha bisogno? Una storia affascinante che ha conquistato i lettori e la stampa francesi per la capacità di suscitare un’esperienza sensoriale unica attraverso le parole.
Laure Margerand–lavora nel mondo dei cosmetici e da sempre è affascinata dalla creazione dei profumi. Questo è il suo secondo romanzo, per il quale ha collaborato con una nota creatrice di essenze, che le ha svelato tutti i segreti del mestiere. I cinque profumi del nostro amore è uscito come strenna in Francia con grande successo ed è stato consigliato dalle riviste femminili come il regalo ideale insieme all’iconico Chanel n. 5.
Editore: Giunti Collana: A Traduttore: Lucia Visonà Copertina: Brossura con bandelle
ANTONELLO CAPORALE-Libro “Acqua da tutte le parti”
Acqua da tutte le parti. Il libro di ANTONELLO CAPORALE
Viaggio in 102 paesi e città dell’Italia che fiorisce o sparisce–L’Italia è lunga e stretta. Se sei sull’Aurelia e scendi verso sud, il mare ti accompagna a destra; se invece guidi lungo l’Adriatico, l’acqua occhieggia da sinistra. Ma per guardare l’Italia bisogna dare quasi sempre le spalle al mare e rivolgersi verso l’interno. Per tre anni, ogni giorno ho riversato nel taccuino le tracce di ogni viaggio, dettagli anche minuscoli. Il bottino che stipavo era tutto ciò che non aveva possibilità di comparire sul mio giornale, una montagna di informazioni minute, secondarie, accessorie, o di storie che lasciavo ai margini delle inchieste nell’attesa che, dopo tanta semina, un giorno potessero germogliare e insieme costituire l’anima di un altro racconto, di un nuovo viaggio. Così è nato questo resoconto sull’eternità di certi luoghi e certi paesaggi italiani dove il passato non finisce mai e il futuro stenta ad arrivare. Ci sono paesi che si raggiungono solo a piedi, come Topolò al confine con la Slovenia, e paesi senza tempo dove si fabbricano orologi, come Uscio in Liguria; paesi dove la terra finisce, come Depressa nel Salento, e paesi abitati da capre, come Craco in Lucania. Soprattutto, ci siamo noi italiani in questo libro: una sequenza di carità e di imbrogli, di anime morte e di anime belle, di volti sorridenti e di predoni da strada. Una volta messi in fila non si sa se abbracciarli tutti oppure darsi alla fuga il più rapidamente possibile.
Acqua da tutte le parti. Viaggio in 102 paesi e città dell’Italia che fiorisce o sparisce
Ponte alle Grazie – 2016
Collana: Saggi
ANTONELLO CAPORALE
Chi è ANTONELLO CAPORALE È un paese di quasi quattromila abitanti, in provincia di Salerno. Si chiama Palomonte. Sono nato lì nel 1961, quasi al confine tra la Campania e la Basilicata, nell’area più povera (Manlio Rossi Doria la definiva l’osso, contrapponendola a quella ricca, la polpa) del Sud. Avevo diciannove anni quando ho assistito e vissuto una delle più grandi tragedie nazionali: il terremoto del 23 novembre 1980 che sconvolse campagne e villaggi della Campania e della Basilicata. Quell’esperienza, la distruzione e la morte, poi la ricostruzione e lo spreco che ne seguì (agli italiani la vicenda è nota come Irpiniagate), hanno segnato i miei primi passi da adulto. A Repubblica ho messo infatti piedi la prima volta, era il 1985, come cittadino denunciante!
Mi sono laureato in Giurisprudenza a Salerno nel 1985 (tesi sui limiti e le incongruenze della legislazione d’emergenza per le aree terremotate), poi a Roma ho conseguito il master Luiss in giornalismo e comunicazioni di massa. Stage a Repubblica nel settembre del 1988 e assunzione a giugno del 1989.
Dal primo giorno mi hanno sistemato nella redazione politica. Col tempo mi è venuta voglia di raccontare la politica attraverso i dettagli, le minutaglie del Palazzo. Penso che a volte il dettaglio illumini meglio la scena principale. Mi piace osservare la scena di lato; mi intriga conoscere le seconde e le terze file; mi incuriosisce la vita di queste persone: vite disperate, a volte (troppe volte) di gran fetentoni. Da questo mio desiderio sono nate, sempre su Repubblica le interviste senza rete (raccolte in un volume dal titolo: La Ciurma, Incontri straordinari sul barcone della politica). Il breviario, pillole quotidiane di vita politica, è il titolo della rubrica che firmo sul giornale. Ma il Palazzo stanca. Raccontare il nostro Paese significa per me, innamorato dei dettagli, andare e scoprire un po’ la larga e lunga provincia italiana. Anche per saziare questa incalzante passione nel settembre del 2012 sono approdato al Fatto Quotidiano dove racconto, in un continuo saliscendi tra il bello (poco) e il brutto (troppo), come gli italiani amano, custodiscono o sfasciano l’Italia.
Ad Annita, con due enne, piace essere definita vecchia, non anziana. È una donna generosa e attenta, che vive la sua vita in una penombra piena di solitudine e di assenze. Il romanzo racconta di occhi appannati, di memorie perdute, di vuoti indelebili, ma anche di amicizie e di affetti che non perdono vigore con l’avanzare dell’età. Il tempo che rimane è il tempo dei vecchi, pieno di ore, ma privo di futuro. Annita ribalta gli schemi restituendo a ogni istante la sua eternità.
Chi è la scrittrice Daniela Tozzi
Daniela Tozzi
Daniela Tozzi vive a Roma.Organizza eventi e tiene corsi di scrittura. Ha pubblicato il romanzo Bianco. Nel 2019 pubblica il libro Il tempo che rimane con l’editore Merlino Edizioni.Il tempo che rimane -Vincitore del concorso letterario nazionale “Un libro per l’inverno” edizione 2020, il secondo libro di Daniela Tozzi è una gemma dell’editoria indipendente italiana.
Adriano Ossicini- Un’isola sul Tevere. Il fascismo al di là del ponte-
Editori Riuniti Roma
DESCRIZIONE
1937-1947, dieci anni fondamentali della nostra storia riproposti insieme alla straordinaria esperienza di un giovane antifascista, studente di medicina, nell’ospedale Fatebenefratelli, in un’isola sul Tevere che diviene, via via, un’isola emblematica di libertà e di antifascismo. L’affermazione e la crisi del regime, i rapporti fra la Chiesa e lo Stato fascista, la «campagna razziale», il carcere, la guerra, la Resistenza, il ritorno alla democrazia e insieme iniziative e ricerche di avanguardia nel campo clinico, assistenziale e sociale sono rivissuti attraverso storie autobiografiche e nei colloqui con personaggi determinanti per la nostra storia come i fratelli Amendola, Bonaiuti, Murri, papa Pacelli, De Gasperi, Miglioli, Spataro, Togliatti, Parri; i cardinali Montini, Tardini e Ottaviani, don Giuseppe De Luca, padre Bozzetti uomini di scienza e di cultura come Gentile, Calogero, Musatti, Cerletti, Perrotti… L’autore, diventato uno dei piú autorevoli protagonisti nel nostro paese in campo scientifico e politico, riporta, infine, alla luce documenti inediti di grande interesse.
INDICE
17 – Una rischiosa polemica su Tucidide e il fascismo
p. 27 – Un’isola “della salute” sul Tevere
p. 35 – Il fiume sotto il letto. L’inizio di una lunga “avventura” in uno “straordinario ospedale”
p. 47 – Il medico di fronte alla “condizione umana”
p. 53 – Una lezione di vita da un operaio trockista
p. 63 – La sofferta ribellione di un parlamentare clerico-fascista
p. 78 – La vita nell’ospedale di fronte all’esperienza della guerra e all’inizio della campagna razziale
p. 93 – Il mio primo incontro con De Gasperi
p. 105 – I difficili incontri con Giovanni Gentile e Agostino Gemelli e un angoscioso “congedo”
p. 123 – Un ospedale singolare crocevia di pazienti politici, di speranze e di esperienze drammatiche
p. 134 – Davanti al sacrificio della Polonia e alla caduta di Parigi. L’Italia in guerra!
p. 145 – Studio, ospedale e politica, un equilibrio difficile. L’incontro con Franco Rodano e i primi arresti
p. 161 – “La svolta del 1942”. La guerra cambia e il cerchio si stringe
p. 175 – L’esperienza del carcere
p. 202 – La caduta del fascismo
p. 219 – La Resistenza a Roma
p. 255 – La liberazione di Roma: ricomincia la vita “legale”
p. 272 – Una difficile esperienza politica e una felice esperienza clinica
p. 302 – Polemica fine di una coraggiosa testimonianza. La sinistra cristiana si scioglie
p. 332 – Una lettera del papa, uno scontro con Togliatti e un incontro con De Gasperi. Addio all’Isola
p. 361 – Indice dei nomi-
Breve Biografia di Adriano Ossiciniemerito di psicologia generale presso l’università La Sapienza di Roma è primario emerito del Centro medico psicopedagogico per la prevenzione e cura dei disturbi psichici da lui fondato nel 1947 insieme a Giovanni Bollea. Porta il suo nome la legge che riconosce la professione di psicologo. Membro per sette legislature del gruppo della Sinistra indipendente al Senato, di cui è stato vicepresidente per due legislature, ministro della Famiglia e della Solidarietà sociale. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche.
Adriano Ossicini
Editori Riuniti
Via di Fioranello n.56, 00134, Roma (RM)
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Niccolò Capponi:”Al traditor s’uccida”editrice il Saggiatore.
“Al traditor s’uccida”, Niccolò Capponi, editrice il Saggiatore. La mattina del 26 aprile 1478, nel palazzo Medici a Firenze, famigli e inservienti sono impegnati nei preparativi per il banchetto in onore del giovane cardinale Raffaele Sansoni Riario, pronipote del pontefice Sisto IV. Nel frattempo, a poca distanza, nel palazzo Pazzi si svolgono traffici ben più loschi: i congiurati definiscono gli ultimi dettagli dell’attentato ai danni dei fratelli Lorenzo e Giuliano de’ Medici, temuti e spesso odiati dominatori della scena politica fiorentina. Poche ore dopo, al termine della messa nel duomo, al grido di “ahi, traditore!” Franceschino de’ Pazzi e Bernardo Bandini aggrediscono Giuliano e lo pugnalano a morte vicino all’altare maggiore. Ferito al collo da due preti sicari, Lorenzo si rifugia coi suoi nella sagrestia serrando la porta. La città piomba nel caos. Le radici della cospirazione si spingono oltre le mura di Firenze. Mani invisibili a Roma, Napoli e Urbino tessevano da tempo una trama sinistra, con l’obiettivo di provocare un drammatico e radicale mutamento di regime nella Repubblica fiorentina. I nomi implicati nella congiura sono molti e di prima grandezza, da Federico da Montefeltro al re di Napoli Ferrante d’Aragona. In cima alla lista, papa Sisto IV. Nel suo “Al traditor s’uccida”, editrice Il Saggiatore, lo storico Niccolò Capponi ripercorre i cinque lustri di storia italiana culminati nella celebre congiura de’ Pazzi, un affresco in cui figurano i principali protagonisti della scena politica italiana ed europea del secondo Quattrocento.
aggiungerebbe subito l’appassionato mozartiano, provocato dall’imbeccata di quel celebre e cerimonioso settenario Sfuggito al libretto del Dissoluto punito o sia il Don Giovanni.
Da duecento anni a questa parte la vita e i prodigi musicali di Mozart sono stati raccontati con una tale sovrabbondanza di scritti da far sembrare ormai del tutto inutile la stesura di un’ennesima biografia; a meno che essa muova da presupposti inediti e proceda su binari di assoluta originalità. Il presente volume nutre esattamente questa ambizione: ripercorrere la vicenda umana ed artistica di Mozart assumendo come fisso punto di osservazione del suo lavoro di compositore il fattore ricorrente della forma di origine coreutica del minuetto. Il maestro salisburghese vi si applicò innumerevoli volte e continuativamente nei trentacinque anni racchiusi fra i primi esperimenti infantili al clavicembalo e i grandi capolavori che accompagnarono il concludersi della sua breve vita. Lo adattò ai contesti musicali più disparati — sonate, concerti, sinfonie, composizioni da camera, divertimenti, serenate, opere buffe, opere serie, persino pagine sacre — trasformando la sua convenzionalità strutturale e i suoi manierismi di stile nella rappresentazione del senso mutevole di un’epoca che l’Illuminismo aveva reso capace di farsi dominare dalla frivolezza come di ridere profondamente di se stessa.
Danilo Faravelli
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Giovanni Fighera-I promessi sposi. Dietro le quinte del grande romanzo.
SugarCo Edizioni
Giovanni Fighera-I promessi sposi. Dietro le quinte del grande romanzo.
I promessi sposi. Dietro le quinte del grande romanzo è una rilettura del capolavoro di Alessandro Manzoni al di là di schemi e letture cristallizzate dell’opera, nella prospettiva di cogliere il sugo della storia, episodio dopo episodio, alla ricerca di risposte su tante curiosità che sorgono al lettore e di quanto è nascosto dietro le quinte del palcoscenico. Tante sono le piste di ricerca e le domande che il saggio pone: se il manoscritto ritrovato fosse reale come Manzoni ha scritto all’amico Grossi in una lettera ora scomparsa? Quali sono le vere ragioni per cui il romanziere ambientò la storia proprio negli anni in cui vivevano due suoi parenti delinquenti: Bernardino Visconti (da parte di madre), meglio noto come l’Innominato, e Gian Giacomo Manzoni (da parte di padre), appaltatore di delitti, processato come untore nel 1630, al cui seguito erano molti bravi? Da quale prete contemporaneo ha tratto ispirazione Manzoni per don Abbondio? Come andò il processo alla monaca di Monza? E come finì il suo amante? Era lecito il matrimonio di sorpresa nel Seicento? Perché compaiono più osterie che chiese nel romanzo? A tante altre domande cerca di dare risposta Giovanni Fighera accompagnandoci alla scoperta dell’attualità e della modernità di un’opera che sa parlare al lettore di ogni tempo, che racconta della vita, della morte, del desiderio di eterno che alberga nel cuore dell’uomo nonostante tutti i limiti e le ingiustizie della storia. Dello stesso autore ricordiamo: Paradiso. In viaggio con Dante verso le stelle.
Giovanni Fighera
L’AUTORE-Professor Giovanni Fighera, laureato in Lettere moderne con specializzazione in letteratura e in linguistica, giornalista, scrittore e blogger, insegna Italiano e Latino nei licei e collabora con il dipartimento di Filologia moderna dell’Università degli Studi di Milano.Ha pubblicato: Che cos’è, dunque, la felicità, mio caro amico? (2008), La Bellezza salverà il mondo (2009), «Amor che move il sole e l’altre stelle». L’amore, l’uomo, l’Infinito (2010), Che cos’è mai l’uomo perché di lui ti ricordi? L’io, la crisi, la speranza (2012, Premio Capri San Michele 2013 sezione giovani), tutti letti integralmente su Radio Vaticana. E inoltre Il matrimonio di Renzo e Lucia (2015), Tre giorni all’Inferno. In viaggio con Dante (2016), Purgatorio: ritorno all’Eden perduto (2017). Per quanto riguarda gli studi sulla Commedia oltre a scrivere su Studi danteschi ha partecipato, tra l’altro, al Censimento dei commenti danteschi (2014), al Convegno internazionale di Varsavia Il Dante dei moderni (2015) e al Congresso Dantesco Internazionale di Ravenna (2017). Su Radio Maria ha condotto la rubrica In viaggio con Dante verso le stelle. Attualmente conduce la trasmissione I promessi sposi e il sugo della storia. Su Radio 5.9 conduce trasmissioni di sua ideazione con cadenza settimanale.
Fonte –Le Ragioni del Cuore- il blog di Giovanni Fighera-
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