Raffaele Ingegno- LUX: La gestione della luce in fotografia –
Manuale completo sulla luce e la sua gestione in fotografia
DESCRIZIONE
LUX è un trattato completo sulla luce e la sua gestione in fotografia. Un punto di vista ed un metodo che ti permetterà di conoscere e gestire la luce in maniera pratica e professionale. Con questo manuale di facile lettura, troverai la metodologia giusta per realizzare fotografie efficaci. Raffaele Ingegno in questo libro illustra teoria e pratica di luce naturale, artificiale continua e artificiale flash, fornendo al lettore un percorso di apprendimento completo e stimolando la creatività con delle solide basi.
Quali argomenti potrai approfondire in questo libro:
Luce naturale
Luce artificiale con lampade continue
Luce artificiale con lampade flash
Relazione tra fonte di luce e macchina fotografica
Indicazioni tecniche sulle fonti di luce
Gestione della luce nel set fotografico
Modificatori di luce
Schemi di luce semplici e complessi
Software per progettare
Software per regolare le luci in post produzione
Inoltre:
Download di contenuti utili tramite link e qr-code ad integrazione del testo!
Se tutto ciò non bastasse, cerca Raffaele Ingegno sul web, potrai trovare il suo sito internet, o il suo profilo instagram, in modo da capire quali livelli potrai raggiungere con la sua esperienza.
FIUMICINO-Borgo PALIDORO-Torre Perla sarà il museo Salvo d’Acquisto
Torre Perla di Palidoroospiterà il museo dedicato a Salvo d’Acquisto. Lo ha deciso la Regione Lazio approvando una specifica richiesta avanzata i primi di ottobre dal comune di Fiumicino.
“Siamo davvero felici, ha detto ieri il Sindaco di Fiumicino, Esterino Montino che la Giunta Regionale abbia approvato la delibera con cui autorizza la concessione della Torre di Palidoro, a favore di questa Amministrazione. Il 7 ottobre 2015 avevo scritto all’assessore regionale alle Politiche del Bilancio e Patrimonio, Alessandra Sartore, chiedendo la concessione della Torre, dell’area circostante e dei fabbricati prospicienti. Con il provvedimento firmato oggi il Comune di Fiumicino, d’intesa con il Comando generale dei Carabinieri, porrà le basi per la costituzione di un museo dedicato al vicebrigadiere Salvo d’Acquisto, medaglia d’oro al valor militare e figura che il nostro territorio vuole celebrare come merita”.
Salvo d’Acquisto:«Se muoio per altri cento, rinasco altre cento volte: Dio è con me e io non ho paura!»
Torre Perla di Palidoro sarà il museo Salvo d’Acquisto
La Torre-
La torre, a pianta quadrata e alta circa 20 metri, risale al periodo delle invasioni saracene e serviva, insieme a diverse altre torri costiere, tutte erette tra l’VIII e il IX secolo, ad avvistare l’avvicinarsi delle navi nemiche. La torre di Palidoro, nota anche come torre Perla, è una fortificazione costiera di avvistamento realizzata tra l’VIII ed il IX secolo a difesa del territorio dell’Agro romano dalle scorribande saracene che a partire dall’VIII secolo d.C. flagellarono le coste del Tirreno fino a giungere a minacciare Roma. Proprio davanti alla torre il 23 settembre 1943, il vicebrigadiere dei Carabinieri Salvo d’Acquisto, comandante della stazione locale sacrificò la propria vita per salvare 22 persone rastrellate dopo un attentato contro le truppe tedesche e per questo destinate alla fucilazione.
Foto di Franco Leggeri
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RAUL BOVA– RESIDENZA AURELIA – Set del Film VIVA L’ITALIA
FRANCO LEGGERI Fotoreportage-
ROMA-CASTEL DI GUIDO- RESIDENZA AURELIA
– Set del Film VIVA L’ITALIA (“012)
TRAMA-E se un giorno un politico cominciasse a dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità? Il politico in questione si chiama Michele Spagnolo, un nome forte, di quelli che comandano, ed ha tre figli: Riccardo, medico integerrimo e socialmente impegnato; Susanna, attrice di fiction senza alcun talento; Valerio, un buonannulla in carriera che deve tutto al padre. In oltre trent’anni di onorata carriera Michele ha sempre anteposto i suoi interessi personali a quelli della collettività ed è passato indenne attraverso i mille scandali che hanno flagellato il nostro paese. L’ultima cosa al mondo che dovrebbe succedere ad un uomo del genere è dire la verità…Eppure, dopo una notte trascorsa con una “promettente” soubrette televisiva, Michele viene colto da un malore, si salva, ma non senza conseguenze. L’apoplessia ha colpito proprio la parte del cervello che controlla i freni inibitori ed ora il politico dice tutto ciò che gli passa per la testa, fa tutto quello che gli va e non ha la minima cognizione della gravità delle sue azioni.
• ANNO: 2012
• REGIA: Massimiliano Bruno
• SCENEGGIATURA: Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone
• ATTORI: Raoul Bova, Michele Placido, Rocco Papaleo, Ambra Angiolini, Alessandro Gassmann, Edoardo Leo, Maurizio Mattioli, Sarah Felberbaum, Isa Barzizza, Rolando Ravello, Imma Piro, Camilla Filippi, Barbara Folchitto, Nicola Pistoia, Valerio Aprea, Ninni Bruschetta, Stefano Fresi, Sergio Fiorentini, Remo Remotti
• • FOTOGRAFIA: Alessandro Pesci
• MONTAGGIO: Patrizio Marone
• MUSICHE: Giuliano Taviani, Carmelo Travia
• PRODUZIONE: Italian International Film
FOTO di RAUL BOVA e del Set di FRANCO LEGGERI-
RESIDENZA AURELIA – Set del Film VIVA L’ITALI-Aambra-Angiolini- Raoul-Bova-e-Alessandro-Gassman-RESIDENZA AURELIA – Set del Film VIVA L’ITALI-Aambra-Angiolini-Michele PlacidoRESIDENZA AURELIA – Set del Film VIVA L’ITALIRESIDENZA AURELIA – Set del Film VIVA L’ITALIA Raul Bova– RESIDENZA AURELIA – Set del Film VIVA L’ITALI-Aambra-Angiolini- Raoul-Bova-e-Alessandro-Gassman-
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Borgo Testa di Lepre -Prima edizione ” Palio dei Fontanili 2018″-
Il Borgo di Testa di Lepre si prepara a vivere la prima edizione del Palio dei Fontanili 2018-
Il Borgo di Testa di Lepre si prepara a vivere la prima edizione del Palio dei Fontanili 2018- Testa di Lepre -26 luglio 2018–Il Palio dei Fontanili nasce da un episodio accaduto nell’846 d.C. quando la Milizia Contadina agli ordini di Guido I Duca di Spoleto e Camerino , proprio in questo territorio della Valle dell’Arrone sconfissero i saraceni che minacciavano Roma. I componenti la Proloco, che cura ed organizza l’evento, si è riunito , come da foto allegate al post, per visionare le stoffe che la signora Grazia Amici ha ordinato e poi distribuito ai componenti le varie Contrade. Il Presidente della Proloco, Luca Calderoli, ha convocato questa riunione organizzativa. Luca Calderoli ci ha detto: “Questo è un incontro importantissimo per partire tutti insieme! – prosegue il Presidente– Siamo già a buon punto nella costruzione dei gruppi di lavoro che dovranno curare i singoli aspetti del Palio. Dobbiamo fare in modo che questa prima edizione riesca nel migliore dei modi possibili: stiamo organizzando responsabilmente tutto quanto possa essere utile affinché l’evento non ci trovi impreparati ed è per questo che cercheremo di curare anche i più piccoli dettagli.” Chiosa il Presidente: ”Costruiremo una manifestazione partecipata, alla quale i cittadini e le associazioni del territorio potranno dare il loro fondamentale contributo attraverso la partecipazione diretta e l’organizzazione di appuntamenti nei giochi e gare tra le Contrade e quelli, non meno importanti, enogastronomici ”.
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AMATRICE-Venerdì 28 luglio2023- l’inaugurazione del Museo di Amatrice (il cui sito “Sala Brignano” è stato realizzato grazie alla generosità dell’attore Enrico Brignano), museo dedicato alla storica dell’arte Floriana Svizzeretto, scomparsa il 24 agosto 2016 nel crollo della sua abitazione di Amatrice, che comprende oltre cinquanta opere d’arte tra dipinti, sculture, suppellettili sacre e elementi d’arredo.
Venerdì 28 luglio quindi, importante giornata dedicata alla cultura. Alle ore 17,00 presso l’Auditorium della Laga sarà presentato, il catalogo “Bellezze rinate” (Campisano editore), contenente le schede delle opere restaurate esposte, più saggi che ne illustrano la mission.
Seguiranno le visite al Museo, adiacente al Comune e al Laboratorio di Rinascita presso l’Area del Gusto, col suggestivo e attesissimo momento musicale dall’alto valore simbolico: il recupero, grazie al restauro eseguito dal ministero della Cultura-Art Bonus, dell’organo della Chiesa del Suffragio, uno strumento datato 1777, che per l’occasione sarà suonato dal maestro Luca Grosso.
«La nostra storia torna a casa. Per noi l’apertura del Museo – ha dichiarato il sindaco Giorgio Cortellesi – è il frutto virtuoso di un impegno e di un’azione collettiva succeduti nel tempo, grazie alla generosità dell’attore Brignano, della Fondazione Vega che ha provveduto agli infissi e ai vetri. E ancora, al Comitato Perdonanza 2017, al ministero della Cultura, alla Sovraintendenza, alla Fondazione Varrone e della volontà dell’Amministrazione che ha finanziato il Catalogo. Professionisti che si sono adoperati per far ripartire un archivio vivente, quale è e sarà il Museo di Amatrice. Recuperare, dare nuova vita al nostro patrimonio storico, artistico, architettonico, strettamente legato all’identità di una comunità, vuol dire attingere al passato e rinascere guardando al futuro».
PROGRAMMA 28 LUGLIO, INAUGURAZIONE MUSEO DI AMATRICE – PRIMA PARTE – Auditorium della Laga, ore 17
SALUTI ISTITUZIONALI:
Giorgio Cortellesi, Sindaco di Amatrice
Gennaro Capo, Prefetto di Rieti
Paolo Iannelli, Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016
Lisa Lambusier, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti
Mauro Trilli, Presidente della Fondazione Varrone
Vescovo di Rieti, Mons. Vito Piccinonna
INTERVENTI:
Brunella Fratoddi, curatrice dell’allestimento e del catalogo
Giuseppe Cassio, direttore scientifico del Museo, storico dell’arte della Soprintendenza
Monica Minati e Margherita Fratarcangeli, collaboratrici storiche dell’arte della Soprintendenza e autrici delle schede pubblicate nel catalogo Campisano Editore.
A seguire visita contingentata di massimo 15 persone alla volta al Museo.
SECONDA PARTE – AREA DEL GUSTO: Laboratorio di Rinascita
Presentazione musicale dell’organo a canne realizzato nel 1777 da Adriano Fedri Fedeli e proveniente dalla chiesa di Santa Maria del Suffragio di Amatrice.
INTRODUCE: Giuseppe Cassio – Direttore dei Lavori
INTERVENTO: Claudio Pinchi – Restauratore
Esecuzioni musicali in prima assoluta dopo il restauro: Maestro Luca Grosso
Brani di: Domenico Zipoli e Antonio Vivaldi
Presentazione del laboratorio di restauro: Stefania Zucconi
Casaprota(Rieti)- Il Cinema celebra i suoi trent’anni
I film e i premi della rassegna Cinema d’estate e della 3° edizione del Festival dei Mestieri del Cinema Italiano: dal 24 al 29 luglio a Casaprota
Casaprota – 24 luglio 2023-Sono passati trent’anni da quando a Casaprota si pensò di creare una rassegna di cinema nei mesi estivi. Da quel momento la piazza del Centro storico del borgo sabino nel mese di luglio si è popolata di centinaia di film e di ospiti illustri: da Elena Sofia Ricci a Marco Giallini, da Jasmine Trinca a Massimiliano Bruno e Anna Mazzamauro. Una rassegna che ha mantenuto negli anni il suo connotato popolare cercando di qualificare le scelte dei film e dei premi intitolati all’attore e regista Fausto Tozzi, che fece di Casaprota la sua residenza.
Da tre anni la rassegna, organizzata dalla Proloco di Casaprota con il supporto della Regione Lazio della Fondazione Varrone e del Comune di Casaprota, con la collaborazione del Circolo Arci “Succede in Sabina”, si è data una connotazione specifica, affiancando alle proiezioni dei film, incontri con i tecnici che hanno offerto la loro professionalità a una macchina complessa come il cinema: è nato il Festival dei Mestieri del Cinema Italiano, che premia ogni anno figure meno note al grande pubblico, ma decisive per la riuscita del film.
Il piatto forte restano comunque le proiezioni, quest’anno tutte nel segno della commedia: si comincia lunedì 24 luglio alle 21,30 con l’omaggio di Mario Martone a Massimo Troisi, ovvero il film documentario “Laggiù qualcuno mi ama” che unisce immagini anche inedite del Troisi uomo e comico alle testimonianze di amici e colleghi.
Martedì 25 è il turno della commedia rivelazione dell’anno, ovvero “Mixed by Erri” di Sidney Sibilia, che racconta le vicende dell’inventore delle musicassette pirata, che imperversarono negli anni ottanta, dando un colpo mortale all’industria discografica. Una commedia che disegna una Napoli poco nota con maestria, grazie anche alla bravura dei giovani interpreti.
Mercoledì 26 si proietta l’ultima fatica dei mostri sacri della commedia italiana, Aldo Giovanni e Giacomo, diretti come sempre da Massimo Venier in un film che conferma l’evoluzione del trio verso una scrittura più attenta e mono farcita di gag, ma sempre molto divertente e acuta. Questa volta a far ridere sono le “scene da un matrimonio” viste dagli occhi di due padri come Giacomo e Giovanni, alle prese con le nozze dei loro figli, sotto lo sguardo di un patrigno guastafeste come Aldo.
Giovedì 27 il film in cartellone è “Il Principe di Roma”, scritto e diretto da Edoardo Falcone, ispirandosi a una delle storie più note della letteratura come il “Canto di Natale” di Charles Dickens. Stavolta lo spietato avaro è l’arricchito Bartolomeo che brama un titolo nobiliare più di ogni cosa. Protagonista della serata l’attore Antonio Bannò, tra gli interpreti del film Insieme a Marco Giallini, Sergio Rubini e Giulia Bevilacqua. A lui verrà assegnato il premio “Fausto Tozzi” per i giovani attori.
Venerdì 28 è la serata dedicata alla premiazione dei tecnici per il “Festival dei Mestieri del Cinema”: quest’anno la giuria composta dal direttore artistico del Festival Paolo Di Reda e dalla Presidente di AIARSE, Associazione Aiuto Registi Segretarie di Edizione, Cinzia Liberati, ha premiato l’aiuto regista Andrea Vellucci, per il film “Il Principe di Roma” e gli assistenti operatori Federica Urso ed Ernesto Busillo, insieme al video assistant Michele Cesarano per il film “La stranezza” che sarà proiettato alla fine della premiazione.
Sabato 29 serata conclusiva con l’assegnazione del Premio “Fausto Tozzi” alla carriera, che quest’anno è stato conferito a Massimo Wertmuller che presenterà due suoi cortometraggi “Il tema di Jamal” (girato a Rieti) e “Ad Arte” diretto e interpretato insieme all’attrice e regista Anna Ferruzzo, che sarà anch’essa premiata per i suoi numerosi e intensi ruoli per il cinema italiano. In conclusione di serata la commedia premiatissima ai David di Donatello “Settembre” di Giulia Steigerwalt con Barbara Ronchi.
Ingresso alle proiezioni euro 3,50 con possibile prenotazione all’email succedeinsabina@gmail.com
–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-–Silvio Benco- IL PITTORE GIUSEPPE TOMINZ-Biblioteca DEA SABINA –Armando Venè-I VECCHI MULINI SULL’ADIGE-Rivista PAN aprile 1934-
Giuseppe Tominz (Gorizia, 6 luglio 1790 – Gradiscutta, 24 aprile 1866) è stato un pittore italiano, di fama internazionale, considerato il massimo ritrattista di area goriziano-triestina dell’Ottocento.
Autore-Vania Gransinigh–TOMINZ GIUSEPPE- Figlio di Giovanni, Giuseppe nacque a Gorizia il 6 luglio 1790. Avendo dimostrato una precoce predisposizione all’arte, nel 1809 si recò a Roma per completare quella che in patria era stata una prima formazione piuttosto disordinata e priva di punti di riferimento. A quel «pittore Giovanni», che i documenti indicano quale padrino di cresima di T., infatti, non è ancora stato possibile attribuire un’identità precisa, che permetta di individuare con certezza i modelli figurativi a cui il giovane artista ebbe modo di guardare agli esordi della sua carriera professionale. Risalgono a quel periodo il foglio raffigurante la Distruzione di Troia, ispirato alla stampa di analogo soggetto di Ulderico Moro (1807), e il Ritratto di Francesco Moncada, copia dal dipinto di Van Dyck mediata dall’incisione di Raffaello Morghen (1809), opere che, conservate entrambe nelle collezioni dei Musei Provinciali della città isontina, testimoniano la buona volontà, ma la scarsa preparazione artistica del loro artefice. Pare che, a segnare la fortuna del pittore, sia stato l’interessamento dell’arciduchessa Marianna d’Austria, sorella dell’imperatore Francesco I, la quale, giunta a Gorizia nel 1809 poco prima di morire, notò le capacità di T., auspicandone un soggiorno a Roma per completare là i suoi studi. Venuto subitaneamente a mancare al pittore l’appoggio di quest’ultima, egli si rivolse per un aiuto al nobile goriziano Giuseppe della Torre che, generale maggiore di Sua maestà imperiale, si era stabilito in quel torno di tempo nell’Urbe. Partito il 5 marzo di quello stesso anno alla volta della Città eterna, T. vi giunse alla fine del mese per rimanervi nei successivi nove anni, ospite e allievo del pittore mantovano Domenico Conti Bazzani. Seguendo gli insegnamenti di quest’ultimo e frequentando le lezioni della Scuola di nudo all’Accademia di S. Luca, T. perfezionò il proprio stile conseguendo, nel 1814, il secondo premio unico per il disegno con lo Studio di apostolo, oggi conservato presso gli archivi dell’istituzione scolastica. Diverse furono le suggestioni che l’ambiente figurativo della Città eterna dei primi decenni dell’Ottocento poté esercitare sul giovane artista goriziano: oltre alla rinnovata riflessione sulla pittura di matrice classica del Seicento romano, infatti, agirono su di lui anche gli esempi rappresentati dall’attività d’esordio, di impostazione purista, dei Nazareni tedeschi, che lì si erano trasferiti dando vita alla confraternita dei “Lukasbrüder”. A Roma T. conobbe e sposò nel 1816 Maria Ricci, da cui ebbe il figlio Augusto, nato nel 1818. Ad un periodo di poco precedente risalirebbe l’esecuzione dell’Autoritratto con il fratello (1812-1815 ca.; Gorizia, Musei Provinciali), realizzato verosimilmente prima del matrimonio, durante un soggiorno compiuto nella città isontina. Il dipinto, ricco di rimandi simbolici e allegorici, palesa nella composizione il richiamo ai modelli rappresentati da Batoni e Lampi, assai noti in ambito romano. Stando alle evidenze documentarie, T. fece rientro a Gorizia nei primi mesi del 1818, dove ebbe modo di incontrarlo Francesco Giuseppe Savio (V.) che, consigliere del tribunale cittadino, ne scrisse al figlio in alcune lettere rimaste un punto di riferimento fondamentale per ricostruire l’attività professionale del pittore in quei primi anni goriziani. Da queste fonti si evince l’impegno inizialmente profuso da T. sul versante della pittura di storia e solo in un secondo momento rivolto al genere ritrattistico per il tramite della commissione, risalente al 1818, di due copie del ritratto aulico dell’imperatore Francesco I da eseguirsi per il tribunale civico provinciale di Gorizia e per il tribunale commerciale di Trieste. A questi dipinti destinati all’arredo di uffici pubblici, ne fecero seguito molti altri per le città di Fiume e Lubiana, che vanno ad aggiungersi ai due sicuramente di mano del pittore goriziano, raffiguranti nuovamente Francesco I e, successivamente, Ferdinando I in vesti da parata (Gorizia, Musei Provinciali). Dopo aver compiuto un soggiorno a Vienna verosimilmente tra il 1819 e il 1820, T. si dedicò in via quasi esclusiva alla pittura di ritratti, genere nel quale appariva particolarmente versato. Se si eccettua la pala per l’altare maggiore del duomo cittadino, le opere certamente ascrivibili al periodo goriziano consistono in numerosi ritratti, tra i quali spicca il proprio, scanzonato Autoritratto (Trieste, Civico museo Revoltella), realizzato intorno al 1825 per la villa di famiglia di Gradiscutta, poco prima del trasferimento a Trieste, città nella quale fissò la propria residenza fino al 1855. Nel capoluogo giuliano T. trovò l’ambiente sociale più adatto ad accogliere la sua pittura levigata e cristallina, capace di rendere allo stesso tempo e con sorprendente abilità le effigi e l’anima dei suoi soggetti. Alla lunga serie di opere portate a compimento per gli esponenti della borghesia cittadina appartiene anche il Ritratto della famiglia Brucker (Trieste, Civico museo Revoltella), proposto all’attenzione del pubblico nel 1830 in occasione della mostra personale organizzata dal pittore a Trieste, con intenti modernamente promozionali. La tela rappresenta una delle migliori testimonianze della pittura tominziana nella seconda metà degli anni Venti, quando maggiormente si manifestò nell’artista l’adesione alla poetica Biedermeier, che lo indusse ad inserire i ritratti in ambientazioni domestiche e quotidiane. Le opere portate a termine negli anni seguenti evidenziano invece il concentrarsi del pittore sui personaggi effigiati, con una riduzione al minimo delle notazioni ambientali e una più grande attenzione riservata alla resa fisionomica, come testimonia ad esempio il Ritratto di Nicola Botta (Gorizia, Musei Provinciali), risalente verosimilmente alla fine del decennio successivo. Le medesime osservazioni potrebbero essere estese al Ritratto delpadre (Lubiana, Narodna Galerija), tradizionalmente datato al 1848, dove l’anziano Giovanni Tominz è raffigurato mentre con la mano sinistra regge una tabacchiera ornata dal ritratto miniato della moglie, scomparsa nel 1802. Caratterizzata da un rigoroso nitore formale e da una ricercata naturalezza espressiva, l’immagine rappresenta efficacemente l’ultima attività triestina di T., che, nel 1855, decise di ritirarsi a Gorizia, città nella quale fu accolto con ogni onore. Colpito qualche anno dopo da una forma di cecità progressiva, l’artista trasferì definitivamente la propria residenza nella villa di Gradiscutta, dove trascorse, accanto al fratello, gli ultimi anni della propria vita prima di morire il 22 aprile 1866.
A coadiuvare il padre Giuseppe nell’ultimo periodo della sua attività professionale fu il figlio Augusto, che era nato a Roma il 1° febbraio 1818 e che si dedicò alla pittura di genere storico e religioso e alla ritrattistica seguendo le orme del genitore. A lui spetta l’esecuzione delle diciassette tele che ornano il soffitto della sala da ballo di palazzo Revoltella a Trieste, ispirate al tema delle arti e dei mestieri e portate a compimento nel 1859. Nelle sale dello stesso edificio è ospitato anche il Ritratto dell’arciduca Massimiliano d’Austria, realizzato nel 1868 a un anno di distanza dalla scomparsa dello sfortunato fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe I. Dal 1872 e sino alla morte, avvenuta a Trieste il 17 giugno 1883, T. ricoprì la carica di primo direttore del Civico museo Revoltella.
Autore-Vania Gransinigh
Bibliografa –
MARINI, Giuseppe Tominz, Venezia, Edizioni Arti, 1952; Mostra di Giuseppe Tominz. Catalogo della mostra, a cura di G. CORONINI, Gorizia, Comune di Gorizia, 1966; Josef Tominc. Catalogo della mostra, Ljubljana, Narodna Galerija, 1967; K. ROZMAN, Mladnostno delo in zivlenje slikarja Jozefa Tominca, «Srecanja», 4/19 (1969), 35-38; S. TAVANO, Nuovi elementi sulla giovinezza di Giuseppe Tominz, «AFT», 7 (1984), 93-110 (con bibliografia precedente); F. MAGANI, Giuseppe Tominz ritrattista goriziano, in Ottocento di frontiera. Gorizia 1780-1850. Arte e cultura. Catalogo della mostra (Gorizia), Milano, Electa, 1995, 133-137 (con bibliografia precedente); ID., Trieste, 2 novembre 1832: ritratti da un matrimonio di Giuseppe Tominz, «AFT», 15 (1999), 159-164; E. LUCCHESE, Giuseppe Tominz e il ritratto di Isacco Luzzatti (1859), «Archeografo triestino», s. IV, 61 (2001), 172-190; Jožef Tominc. Fiziognomija slike. Catalogo della mostra, a cura di B. JAKI, Ljubljana, Narodna Galerija, 2002; Pinacoteca Gorizia, 25-29, 102-125.
Gustav Klimt a Piacenza alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi- Fino al 24 luglio 2022-
-Gustav Klim Ritratto di signora con fondo rosso
PIACENZA-La mostra Klimt. L’uomo, l’artista, il suo mondo alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza fino 24 luglio 2022, oltre a raccontare una delle stagioni più affascinanti della storia dell’arte a cavallo tra ‘800 e ‘900 tramite la folgorante esistenza di Gustav Klimt, rappresenta un’occasione imperdibile per ammirare diversi capolavori del padre della Secessione Viennese prima che facciano ritorno nelle collezioni di provenienza dove rimarranno almeno fino al 2028.
Oltre 160 opere provenienti da 20 importanti collezioni pubbliche e private, come il Belvedere e la Klimt Foundation di Vienna, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, il Lentos Museum di Linz, il Tiroler Landes Museum di Innsbruck, il Wien Museum e molte altre, capitanate dal piccolo doppio Ritratto di Signora – trafugato nel 1997 proprio dalla Galleria Ricci Oddi e riapparso improvvisamente nel dicembre del 2019 al termine di una vicenda rocambolesca – segnano le tappe di un viaggio inedito attraverso le diverse dimensioni dell’universo del grande maestro austriaco, uomo, artista e protagonista del suo tempo.
A far compagnia ai capolavori di Klimt, sul percorso espositivo appaiono memorie della Wiener Werkstätte, i laboratori d’arte decorativa fondati a Vienna da Josef Hoffmann e da Koloman Moser nel 1903, evocati da arredi, argenti, vetri e ceramiche, i Manifesti della Secessione, tra cui quello dello stesso Klimt Teseo e il Minotauro (1898), una selezione di disegni e incisioni di Schiele e Kokoschka, primi “eredi” di Klimt, insieme ad opere straordinarie come il Sogno del melograno (1912-1913) di Felice Casorati, la scultura in marmo e oro Carattere fiero e anima gentile (1912) di Adolfo Wildt e l’affascinate ciclo Le mille e una notte (1914) di Vittorio Zecchin, gli artisti italiani che a Klimt si ispirarono.
L’esposizione Klimt. L’uomo, l’artista, il suo mondo, curata da Gabriella Belli ed Elena Pontiggia, con il coordinamento scientifico di Lucia Pini, prodotta e organizzata da Arthemisia, è promossa dal Comune di Piacenza e dalla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, con la collaborazione del Belvedere, della Klimt Foundation e di XNL – Piacenza Contemporanea e il contributo della Regione Emilia Romagna, della Fondazione Piacenza e Vigevano, della Camera di Commercio Piacenza, di Confindustria Piacenza e di Crédit Agricole, Generali Valore Cultura, Iren, Fornaroli Polymers e Steriltom, con il supporto di Art Projects.
Gustav Klimt Ragazza nel verdeGustav Klimt Le SorelleGustav Klimt –Gustav Klimt -Ritratto di signora in biancoGustav Klimt Ritratto di Amalie Zuckerkandl
Tutto avviene in un lungo e incredibile week end dal 18 al 21 di Maggio.Tappa a ROMA e ritorno a Brescia .La 35esima edizione rievocativa partirà da Brescia il 18 maggio: quattro tappe, passaggio da Roma e ritorno. In forte crescita le domande di iscrizioni.
La Mille Miglia compie 90 anni dalla prima edizione del 1927 e si appresta a disputare la trentacinquesima edizione rievocativa. La manifestazione è stata presentata ieri a Palazzo Loggia, sede del Comune di Brescia. Sono in forte crescita le iscrizioni: 695 sono le domande di partecipazione e 440 saranno le vetture accettate (tutte costruite tra il 1927 e il 1957), provenienti da 41 Paesi di cinque Continenti. Per il quinto anno consecutivo, a curare la corsa su strada più celebre di ogni tempo, sarà 1000 Miglia Srl, società totalmente partecipata dall’Automobile Club di Brescia. Il percorso della Mille Miglia 2017 presenta alcune varianti rispetto al 2016. Da giovedì 18 a domenica 21 maggio saranno attraversati più di 200 comuni, 7 regioni e la Repubblica di San Marino. Tra le novità, spiccano le “prove spettacolo” che le vetture in gara disputeranno in alcune piazze storiche italiane. Le prove cronometrate salgono a 112, più 18 rilevamenti in 7 prove a media imposta. La classifica finale, dopo l’applicazione dei coefficienti sarà così costituita da un totale di 130 tratti a cronometro. Le “prove spettacolo” si correranno nelle piazze di Verona, Castelfranco Veneto, Ferrara, Pistoia, Busseto e Canneto sull’Oglio. Le ultime prove cronometrate della Mille Miglia 2017, decisive per la classifica, saranno disputate in un contesto suggestivo: le piste dei Tornado del 6 Stormo dell’Aeroporto Militare di Ghedi. La Mille Miglia 2017 continuerà a essere disputata in quattro tappe. Il prologo, martedì 16 maggio, sarà il Trofeo Roberto Gaburri, gara di regolarità alla quale prenderanno parte un centinaio di vetture. La partenza avverrà da Viale Venezia, alle ore 14.30 di giovedì 18 maggio. Rispettando la tradizione nata nel 1927 e la prima tappa si concluderà a Padova. Il giorno dopo, venerdì 19 maggio, la seconda tappa porterà i concorrenti a Roma, con la passerella in Via Veneto. Sabato 20, con start alle 6.30, il percorso dalla Capitale resterà invariato fino alla Toscana e si concluderà a Parma da dove ripartirà la domenica per far ritorno a Brescia.
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ABBAZIA DI SAN GALGANO- CHIUSDINO (SIENA) Fotoreportage della Signora Meris Corni
Meris Corni:”SAN GALGANO è un’abbazia cistercense. Inizio costruzione 1218,consacrata nel 1288.In stile gotico Il tetto crollo ‘ nel 1786 quando un fulmine colpi’ il campanile dell’Abbazia.Sorge vicino al fiume Merse,ad una trentina di chilometri da Siena.La chiesa ha una pianta a croce latina e lo spazio interno è diviso in tre navate.Nelle vicinanze anche EREMO di Montesiepi,dove Galgano si ritirò e visse da eremita fino alla morte.San Galgano (Galgano Guidotti)nacque a Chiusdino 1148(o 1152)e vi morì il 30 novembre 1181.E’ stato un cavaliere medievale che visse in Toscana, che scelse una vita da eremita.Canonizzato nel 1185 (forse da Papa Lucio III).Ricorrenza 30 novembre e 3 dicembre. Informazioni dal web. Foto mie cellulare 19 settembre 2022”.
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