Roma- Canova 22 inaugura la mostra “La linea che appare” di Alfonso Maria Isonzo-Biblioteca DEA SABINA
Biblioteca DEA SABINA
Roma- Canova 22 inaugura la mostra “La linea che appare” di Alfonso Maria Isonzo-
Roma- Canova 22 inaugura la mostra “La linea che appare” di Alfonso Maria Isonzo. “La contemporaneità è un luogo di solitudine e alienazione; l’umanità, resa miope dalla voracità del capitalismo, ha trasformato “l’uomo in una macchina impersonale di godimento” (P.P. Pasolini); i falsi miti del progresso hanno spinto alla deriva intere generazioni che sembrano aver smarrito il proprio orizzonte, incapaci di visione e aspettative per il futuro. L’orizzonte, dal greco horizōn (cerchio che delimita), è la linea apparente che separa la terra dal cielo, è il limite metaforico della prospettiva che si presenta all’agire umano, raffigura la dimensione più estrema a cui può spingersi lo sguardo. Scrutare l’orizzonte, ambire a superare i propri confini, è una pulsione naturale dell’uomo che l’arte può stimolare e riproporre con il suo sguardo di verità soffuso di poesia per dare voce alle inquietudini e ai desideri. Nell’opera di Alfonso Maria Isonzo lo sguardo verso quella linea evanescente che separa la Terra visibile da quella invisibile, si traduce nell’ostinata ricerca di un approdo all’ignoto, a quel precario bagliore che è l’essenza del desiderio di infinito che muove gli esseri umani.
Le sue opere sembrano linee di confine sospese tra reale e immaginario, paesaggi arcani realizzati in ferro e cemento in cui si addensano objets trouvés, frammenti di memorie che rivelano indizi essenziali per ricostruire le trame narrative della loro genesi. Assemblage di forme differenti (tavole quadrate, sculture lineari, gocce) in cui oggetti dispersi, scarti e cascami da lavorazioni artigianali e industriali, sono testimonianze del tempo che scorre per catturare lo sguardo di chi può restituirgli senso e speranza. Il frammento, il rudere e la rovina richiedono la partecipazione e il coinvolgimento dello spettatore che ne possa immaginare una definizione, una compiutezza. È la poetica del frammento che utilizza l’impressione invece del racconto, la folgorazione del vuoto invece del pieno, il rigore dei silenzi contro i rumori, l’immaginazione e non la cruda realtà. Ogni opera traccia spazi indefiniti sciogliendosi in una forma di astrazione che rivendica la piena libertà dell’artista, del suo gesto creativo che elabora racconti per immagini, storie in cui memorie e prospettive si perdono nelle linee del tempo compiendo suggestive metamorfosi. L’artista cita Kounellis “Ricerco nei frammenti la storia dispersa” poiché rimandano alla condizione umana infranta e traumatizzata, allo smarrimento del senso del sacro. L’opera centrale della mostra, l’installazione dal titolo “Calvario contemporaneo”, ricorda l’esperienza umanissima del Cristo, figlio dell’Uomo,nel momento della sua crocefissione, nello smarrimento difronte al suo destino mortale. La linea di orizzonte che l’opera proietta sulla volta della Fornace disegna il profilo del Golgota (o anche Collina di Adamo) evoca la sua dissoluzione, la sua assenza fisica. La potenza dell’installazione è amplificata da una sonorizzazione realizzata espressamente dal musicista Francesco Ziello per rendere la visione ancora più coinvolgente e suggestiva. Il pubblico è stimolato a guardare oltre la linea apparente, per superare i propri confini ed aprirsi alla conoscenza che si espande nella bellezza all’infinito. (L.Fusco)
Biografia ALFONSO MARIA ISONZO (AMI) è nato nel’63 a Torre Annunziata. Diplomatosi in fotografia a Roma, dove attualmente vive e lavora, nei primi anni collabora con il padre anch’egli fotografo nel corpo diplomatico di varie ambasciate sia presso il Quirinale che la Santa Sede. Dal 1986 gestisce un proprio studio fotografico dove, per alcuni anni, intraprende una intensa ricerca nell’ambito del fotomontaggio, che lo porterà per lungo tempo ad occuparsi di collage nelle sue varie forme, partecipando a molteplici mostre personali e collettive anche all’estero. A partire dal ’93 si interessa al Design. Nello stesso anno realizza una mostra personale all’Officina Romana del Disegno, con presentazione dell’arch. Paolo Portoghesi. Nel 1998 avvia un laboratorio artigianale di complementi d’arredo disegnati da lui, in collaborazione con architetti e arredatori famosi, partecipando ad alcune edizioni di Casaidea presso la Fiera di Roma nell’ambito della sezione “Officina delle Arti”. Partecipa anche a diverse edizioni del Gift di Firenze, Macef, Salone del Mobile di Milano, Abitare il Tempo di Verona. Avvia la produzione di oggetti artistici da arredo come lampade, sospensioni, quadri luminosi per diversi showrooms, tra i quali Roche Bobois di Roma, Napoli, Salerno, Firenze, Loto Design di Francesco Paternò, Area G 100% Design, le Proposte, Aveses, la Sinopia e tanti altri. Nel 2005 la svolta che lo farà approdare definitivamente alla ricerca artistica con la realizzazione di opere pittorico scultoree incentrate sulle relazioni tra materia, luce e movimento. Partecipa a numerose mostre collettive e personali in spazi privati ed istituzionali tra cui ricordiamo Palazzo delle Esposizioni, Fondazione Volume!, Casa dell’Architettura, Porti Imperiali di Claudio e Traiano, MACRO. Sue opere sono presenti in collezioni private nonché al MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Roma e al DIF Museo Diffuso di Formello.
Via Antonio Canova, 22 00186, Roma
www.canova22.it – canova22press@gmail.com
LA LINEA CHE APPARE
Dal 03 al 18 aprile 2025
arte contemporanea
Location
CANOVA22
Roma, Via Antonio Canova, 22, (Roma)
Orario di apertura
Dal Lunedì al Sabato dalle ore 16:00 alle 20:00
Vernissage
3 Aprile 2025, Giovedì 3 aprile 2025 alle ore 18,30 Canova 22 inaugura la mostra “La linea che appare” di Alfonso Maria Isonzo, a cura di Laura Fusco.
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